{"id":380,"date":"2014-10-20T22:57:35","date_gmt":"2014-10-20T20:57:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimotombesi.org\/wp\/?p=380"},"modified":"2022-12-28T13:42:01","modified_gmt":"2022-12-28T12:42:01","slug":"streptococco-agalactiae-streptococco-b-nella-donna-in-gravidanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimotombesi.org\/wp\/?p=380","title":{"rendered":"Streptococco agalactiae (Streptococco B) nella donna in gravidanza"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry\">\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>L\u2019infezione da Streptococco agalactiae (Streptococco B) nella donna in gravidanza (e non)<\/strong><\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>Lo Streptococco agalactiae, o Streptococco B, \u00e8 un germe di comune riscontro nei tamponi vaginali, in presenza di vaginite o anche in assenza di sintomi. E&#8217; uno dei tanti microbi con cui conviviamo tranquillamente (pu\u00f2 cio\u00e8 far parte della nostra &#8220;flora batterica&#8221;).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 rilevare, secondo alcuni dati disponibili, fin nel 30% dei tamponi vaginali, cio\u00e8 in una donna su tre, durante la gravidanza o al di fuori di essa. Non \u00e8 responsabile di infiammazioni vaginali, per cui nella donna con eventuali sintomi quali bruciore, prurito, o perdite vaginali, non ne rappresenta la causa anche se risulta presente nel tampone, e non richiede cure. L\u2019ambiente vaginale non pu\u00f2 <em>mai<\/em> essere privo di microbi, essendo aperto all\u2019esterno, e vanno curate solo le infezioni responsabili di sintomi o che possono comunque causare problemi. Diverso \u00e8 il caso di isolamento dello Streptococco B da campioni che in condizioni normali debbono essere privi di infezioni (come ad esempio le urine in una urinocoltura, e in tali casi una terapia antibiotica \u00e8 solitamente necessaria).<\/p>\n<p>Normalmente, quando lo Streptococco agalactiae si rileva nel tampone vaginale, il germe \u00e8 anche presente nelle basse vie intestinali (si trova infatti spesso anche sull\u2019esame colturale dei tamponi rettali). Poich\u00e9 non causa sintomi alla donna e non \u00e8 pericoloso (salvo in presenza di immunodepressione o altre gravi malattie certamente non presenti in gravidanza), non deve essere trattato con antibiotici, non solo perch\u00e9 \u00e8 del tutto inutile, ma anche perch\u00e9 molto spesso il trattamento non lo elimina, se non in apparenza e temporaneamente. Ripetuti cicli di antibiotici, effettuati nel vano tentativo di eliminare il germe che sembra ripresentarsi continuamente (ma che in realt\u00e0 non viene mai eliminato del tutto), sono dannosi, determinano resistenze batteriche agli antibiotici, e non di rado causano infezioni da Candida o alterazioni della flora batterica vaginale che finiscono per perpetuare disturbi erroneamente attribuiti ad un microbo inoffensivo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza dell\u2019infezione genitale da Streptococco agalactiae \u00e8 limitata al solo caso di gravidanza e in concomitanza del parto<\/strong>, perch\u00e9 l\u2019infezione si trasmette spesso al bambino (circa nel 40% dei casi), ma <strong>solo durante il parto<\/strong> (raramente nei parti cesarei, anche se pu\u00f2 avvenire), ed \u00e8 quindi importante poter adottare misure di prevenzione durante il parto.<br \/>\nAlcuni ginecologi prescrivono il tampone anche pi\u00f9 precocemente, verso la 26\u00b0 settimana, nell\u2019eventualit\u00e0 di un parto prematuro, ma questa prassi non \u00e8 raccomandata dalle linee guida internazionali, perch\u00e9 un parto prematuro \u00e8 imprevedibile e un&#8217;infezione non rilevata alla 26a settimana pu\u00f2 essere rilevata magari alla 30a. Ovviamente <strong>non ha nessun senso fare il tampone all&#8217;inizio della gravidanza<\/strong>, come purtroppo capita di vedere: una pratica che rischia solo di indurre alla inutile (<em>e quindi dannosa<\/em>) prescrizione di antibiotici da parte di medici con scarsa competenza sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">L\u2019infezione del neonato<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019infezione del neonato \u2013 anche se raramente \u2013 pu\u00f2 avere gravi conseguenze (meningite, setticemia, polmoniti, o altre malattie, che si possono manifestare precocemente o &#8211; pi\u00f9 raramente &#8211; a distanza di diverse settimane dalla nascita). Ci\u00f2 avviene, se l\u2019infezione viene trasmessa, in circa un caso su 100 (pi\u00f9 spesso nei prematuri); l\u2019eventualit\u00e0 \u00e8 quindi abbastanza rara da non giustificare allarmismi, ma non \u00e8 comunque trascurabile e vanno adottate idonee misure preventive, seguendo protocolli di efficacia scientificamente dimostrata, che minimizzano il rischio.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>Come premunirsi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Gli esperti raccomandano di ricercare lo Streptococco B con un tampone vaginale e rettale <strong>alla 37\u00b0 settimana di gravidanza<\/strong> (effettuando un esame colturale affidabile per escludere falsi negativi). In caso di positivit\u00e0 del tampone (anche solo uno dei due) \u00e8 necessario proteggere il nascituro &#8211; durante il parto &#8211; dal rischio di contrarre l\u2019infezione. <strong>Non vanno somministrati antibiotici prima del parto<\/strong>, sia perch\u00e9 l\u2019infezione difficilmente si elimina (solitamente il \u201cserbatoio\u201d intestinale determina in breve tempo una nuova infezione vaginale), sia perch\u00e9 anche un tampone negativo dopo terapia antibiotica non garantisce affatto che il germe sia stato veramente eliminato (pu\u00f2 rimanere semplicemente al di sotto della soglia di rilevazione con i tamponi) e quindi non d\u00e0 alcuna certezza rispetto al rischio di infezione del neonato. L\u2019unico caso di trattamento anticipato raccomandato \u00e8 quello in cui lo Streptococco B sia presente sull\u2019esame colturale delle urine, perch\u00e9 le infezioni urinarie in gravidanza vanno trattate tempestivamente, anche in assenza di sintomi, per il rischio di complicazioni.<\/p>\n<p>Nelle donne positive al tampone che effettuino un parto naturale (il cesareo impedisce quasi nella totalit\u00e0 dei casi il contagio del neonato), la terapia antibiotica va fatta<strong> DURANTE il parto<\/strong>, con ripetute somministrazioni di penicillina (o amoxicillina come seconda scelta, o altri antibiotici nei casi di allergia alla penicillina), fino alla nascita.<\/p>\n<p>La terapia antibiotica durante il parto non ha lo scopo di eliminare lo Streptococco, ma semplicemente di fare da \u201cscudo\u201d di protezione per il bambino. Si riduce cos\u00ec il rischio di malattia del neonato, portandola a circa un caso su 3.000.<\/p>\n<p>Nelle donne positive, il neonatologo provveder\u00e0, a suo giudizio, a ricercare eventualmente la presenza del germe nel neonato mediante esami colturali idonei, per decidere l\u2019eventuale necessit\u00e0 di somministrare antibiotici nei rari casi in cui, pur con un trattamento eseguito in modo corretto, l\u2019infezione fosse stata ugualmente contratta dal neonato.<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #993300;\"> <strong>Referenze<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Istituto Superiore di Sanit\u00e0 &#8211; Rapporti ISTISAN 07\/28. Infezioni da streptococco di gruppo B. A cura di Lucilla Baldassarri. <a href=\"http:\/\/www.iss.it\/binary\/publ\/cont\/07-28.1192097167.pdf\">http:\/\/www.iss.it\/binary\/publ\/cont\/07-28.1192097167.pdf<\/a><\/li>\n<li>Centers for Disease Control and Prevention. Prevention of Perinatal Group B Streptococcal Disease &#8211; Revised Guidelines from CDC, 2010. Morbidity and Mortality Weekly Report. November 19, 2010 Vol. 59. <a href=\"http:\/\/www.cdc.gov\/mmwr\/pdf\/rr\/rr5910.pdf\">http:\/\/www.cdc.gov\/mmwr\/pdf\/rr\/rr5910.pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Pagina aggiornata il 20\/10\/2014<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infezione da Streptococco agalactiae (Streptococco B) nella donna in gravidanza (e non) Lo Streptococco agalactiae, o Streptococco B, \u00e8 un germe di comune riscontro nei tamponi vaginali, in presenza di vaginite o anche in assenza di sintomi. E&#8217; uno dei tanti microbi con cui conviviamo tranquillamente (pu\u00f2 cio\u00e8 far parte della nostra &#8220;flora batterica&#8221;). 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