{"id":367,"date":"2012-11-12T22:28:26","date_gmt":"2012-11-12T21:28:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimotombesi.org\/wp\/?p=367"},"modified":"2025-06-27T08:03:57","modified_gmt":"2025-06-27T06:03:57","slug":"cytomegalovirus-in-gravidanza-per-saperne-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimotombesi.org\/wp\/?p=367","title":{"rendered":"Cytomegalovirus in gravidanza &#8211; per saperne di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry\">\n<div align=\"justify\">L\u2019infezione da Cytomegalovirus (CMV) \u00e8 molto comune: particolarmente frequente nei bambini pi\u00f9 piccoli, di solito non d\u00e0 alcun sintomo (salvo il caso di persone immunodepresse, ad esempio per AIDS). In una minoranza di casi si pu\u00f2 presentare come una lieve forma influenzale che passa quasi inosservata. A differenza di altre malattie infettive, non lascia immunit\u00e0, quindi l\u2019infezione pu\u00f2 essere ripresa anche dopo la prima volta.<br \/>\nIn qualunque periodo della gravidanza, il virus &#8211; se contratto dalla madre &#8211; pu\u00f2 contagiare anche il feto:<\/p>\n<ul>\n<li>in 30-40 casi su 100 gravidanze, se si tratta della prima infezione<\/li>\n<li>in 1-2 casi su 100 gravidanze, se si tratta di un\u2019infezione successiva alla prima<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>E\u2019 possibile un contagio fetale senza che la donna abbia l\u2019infezione?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>No, \u00e8 impossibile, come per tutte le infezioni fetali il virus pu\u00f2 passare al feto solo dalla madre.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Che cosa succede se l\u2019infezione passa dalla madre al feto?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Nella maggioranza dei casi (circa l\u201985-90%), non si rilevano segni di malattia fetale, per\u00f2 \u00e8 possibile che si sviluppino, anche mesi dopo la nascita, problemi di udito nel bambino, fino alla sordit\u00e0 (in circa un caso su 10).<br \/>\nNel 10-15% dei casi, il feto pu\u00f2 sviluppare una malattia che coinvolge il fegato e il sistema nervoso, con ritardo della crescita e possibili gravi danni neurologici e mentali.<\/p>\n<p>A conti fatti, se la madre contrae per la prima volta l\u2019infezione durante la gravidanza, problemi di salute si possono avere in 3-6 bambini su 100 (94-97 donne su 100 avranno un bambino senza danni dall\u2019infezione).<br \/>\nIl rischio \u00e8 basso perch\u00e9:<\/p>\n<ol>\n<li>non \u00e8 detto che l\u2019infezione passi dalla madre al feto, e perch\u00e9:<\/li>\n<li>anche se passa, nella grande maggioranza dei casi non succeder\u00e0 nulla.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nelle donne che hanno durante la gravidanza un\u2019infezione successiva alla prima, il rischio di danni \u00e8 ancora minore, molto meno di un caso su 100.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Che cosa si pu\u00f2 fare per prevenire il passaggio dell\u2019infezione al feto o eventualmente curarla?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo non vi sono trattamenti efficaci per ridurre il rischio di passaggio del virus dalla gestante al feto, e non esistono farmaci utilizzabili in gravidanza contro il Cytomegalovirus per impedire i possibili danni fetali.<\/p>\n<p>Non esiste neppure un vaccino realmente efficace per prevenire l\u2019infezione, e quindi l\u2019unica forma di prevenzione possibile \u00e8 cercare di evitare il contagio durante la gravidanza. Dato che la donna in gravidanza pu\u00f2 prendere il virus soprattutto da bambini piccoli con l\u2019infezione in corso, pu\u00f2 essere utile il rispetto di semplici norme igieniche:<\/p>\n<ul>\n<li>evitare quando possibile contatti stretti con bambini piccoli (sotto a 3 anni);<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.massimotombesi.org\/wp\/?p=824\"><span class=\"tooltips \" style=\"\" title=\"Vedi le istruzioni su come lavarsi le mani\">lavare frequentemente le mani con acqua e sapone<\/span><\/a>, in particolare dopo il cambio di pannolini o dopo aver pulito il naso o la bocca dei bambini;<\/li>\n<li>non baciare i bambini sotto i 5-6 anni vicino o sulla bocca;<\/li>\n<li>evitare di condividere con i bambini pi\u00f9 piccoli cibi, bevande, posate e bicchieri<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcune ricerche suggeriscono che tali accorgimenti possano essere efficaci, ma non \u00e8 stato tuttavia ancora dimostrato con certezza. Si tratta comunque di regole di buon senso, basate su quello che sappiamo delle modalit\u00e0 di trasmissione dell\u2019infezione, che avviene attraverso la saliva, il sangue e le urine della persona infetta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Come si pu\u00f2 sapere se la donna in gravidanza ha contratto l\u2019infezione da Cytomegalovirus?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Dato che non ci sono in genere sintomi nella gestante, si pu\u00f2 sapere solo cercando con una analisi del sangue gli anticorpi che si producono nel corso dell\u2019infezione (anticorpi anti-Cytomegalovirus). Ve ne sono di due tipi: anticorpi del tipo \u201cIgG\u201d quando l\u2019infezione \u00e8 avvenuta tempo addietro (mesi o anni), e del tipo \u201cIgM\u201d quando \u00e8 recente (avvenuta da 2-3 mesi) o \u00e8 in corso.<\/p>\n<p>Se gli anticorpi risultano positivi a seguito di un&#8217;infezione avuta prima della gravidanza (eventualit\u00e0 assai comune), il rischio, in rapporto ad eventuali nuove infezioni, \u00e8 molto pi\u00f9 basso. In caso di positivit\u00e0 anche degli anticorpi IgM durante la gravidanza, il test va ripetuto, con esami di <span class=\"tooltips \" style=\"\" title=\"Esami pi\u00f9 approfonditi\">secondo livello<\/span> in un laboratorio specializzato, per chiarire, nei limiti del possibile, se si tratta di una prima infezione o di una reinfezione, che \u00e8 molto meno rischiosa.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Se la donna in gravidanza ha l\u2019infezione, come sapere se il CMV \u00e8 stato trasmesso al bambino?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile accertarlo solo con esami del sangue. Durante la gravidanza si pu\u00f2 utilizzare l\u2019amniocentesi (dalla 21esima settimana, e non prima di 6 settimane dall\u2019accertamento dell\u2019infezione nella gestante). L\u2019amniocentesi rileva l\u2019infezione quasi sempre quando c\u2019\u00e8, ma non sempre, quindi anche un risultato normale non \u00e8 sicuro al 100% a causa di \u201cfalsi negativi\u201d. Per contro vi sono anche dei \u201cfalsi positivi\u201d, in cui l\u2019amniocentesi rileva un\u2019infezione fetale che in realt\u00e0 non \u00e8 avvenuta. Sono limiti intrinseci delle tecniche utilizzate, che non sono perfette. Perci\u00f2 anche l\u2019amniocentesi non d\u00e0 una sicurezza assoluta. In aggiunta, va considerato che il rischio di aborto causato dall\u2019amniocentesi \u00e8 attorno all\u20191%.<\/p>\n<p>Tuttavia, non interessa tanto sapere se l\u2019infezione \u00e8 passata al feto o no: interesserebbe sapere se dar\u00e0 dei danni o no, ma questo non \u00e8 attualmente prevedibile. Si pu\u00f2 solo affermare che \u2013 statisticamente \u2013 nella\u00a0 maggioranza dei casi non ve ne saranno (come detto sopra).<\/p>\n<p>L\u2019ecografia pu\u00f2 rilevare anomalie causate dall&#8217;infezione, che si manifestano solo nei rari casi gravi (ritardo di crescita, microcefalia, calcificazioni cerebrali o nel fegato, ed altri segni). Si tratta di anomalie che si vedono nel II trimestre inoltrato, quando il ricorso all\u2019interruzione di gravidanza (se questa era un\u2019opzione) \u00e8 pi\u00f9 problematico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>Ad una donna incinta \u00e8 consigliabile o no l&#8217;analisi per il Cytomegalovirus?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Non si tratta di un esame di routine e infatti non rientra nel protocollo ministeriale degli esami gratuiti; al di l\u00e0 del costo del ticket, molto modesto, questo significa che gli esperti non lo considerano un esame da raccomandare.<\/p>\n<p>L&#8217;esame individua soltanto se la gestante ha contratto l&#8217;infezione durante la gravidanza, ma non ci pu\u00f2 dire se il virus \u00e8 stato trasmesso al feto e inoltre, anche se il virus passa al feto, non c\u2019\u00e8 modo di sapere se l&#8217;infezione avr\u00e0 delle conseguenze e di quale gravit\u00e0 potranno essere; infine non c\u2019\u00e8 nessuna terapia che possa impedire il passaggio del virus al feto o lo sviluppo di danni fetali. Perci\u00f2 la ricerca degli anticorpi anti-Cytomegalovirus non \u00e8 utile a scopo \u201cpreventivo\u201d, non aiuta a proteggere il nascituro, e determina un comprensibile stato di ansia nella gestante, senza alcun vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le maggiori linee guida sulla gravidanza<\/strong><br \/>\n<strong>e le raccomandazioni degli esperti <\/strong><strong>concordano nel<br \/>\nNON consigliare la ricerca di anticorpi anti-CMV in gravidanza.<\/strong><\/p>\n<p>Qualcuno suggerisce che l\u2019esame pu\u00f2 favorire l\u2019attenzione alle norme igieniche nelle donne a maggior rischio (quelle che non hanno mai contratto l\u2019infezione \u2013 riconoscibili perch\u00e9 non hanno gli anticorpi IgG contro il CMV \u2013 e che lavorano a stretto contatto con bambini piccoli, ad esempio in asili nodo e scuole materne). Tuttavia si tratta di norme che si possono consigliare ugualmente a tutte.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">La scoperta dell\u2019infezione fetale non potrebbe suggerire l\u2019interruzione di gravidanza?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di una scelta personale, ma bisogna tenere conto che solo il 3-6% dei feti infetti pu\u00f2 avere dei danni e che solo in una parte di questa percentuale saranno gravi, per cui bisognerebbe decidere di interrompere la gravidanza quando la probabilit\u00e0 che il bambino nasca del tutto sano \u00e8 attorno al 94-97%, il che \u00e8 difficile da accettare.<br \/>\nInoltre l\u2019infezione fetale pu\u00f2 essere accertata solo con l\u2019amniocentesi (che ha margini di imprecisione e rischio di aborto), ma l\u2019amniocentesi per questo scopo va fatta dopo il V mese (21\u00b0 settimana) di gravidanza, quando l\u2019interruzione sarebbe problematica.<br \/>\nIl rilievo all\u2019ecografia di danni fetali pu\u00f2 ugualmente far propendere per una interruzione di gravidanza, ma anche in questo caso si tratterebbe di una gravidanza avanzata, e peraltro danni fetali importanti visibili all\u2019ecografia si vedono eventualmente anche se la ricerca degli anticorpi anti-CMV non \u00e8 stata fatta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">In conclusione: l&#8217;infezione da Citomegalovirus in gravidanza \u00e8 un problema o no?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;infezione fetale da CMV in gravidanza \u00e8 certamente un problema; in Italia \u00e8 stimata attorno a 3 su 1.000 nati e uno su 5 di questi presenter\u00e0 dei danni permanenti. Si tratta nel complesso di un numero nettamente superiore a quello, ad esempio, causato da toxoplasmosi o rosolia contratte in gravidanza. Tuttavia non abbiamo una buona soluzione: questo \u00e8 il problema.<\/p>\n<p>Le <strong>linee-guida sulla gravidanza fisiologica del Sistema Nazionale Linee Guida e del Ceveas (2011)<\/strong> riportano a proposito del test per il Cytomegalovirus questa raccomandazione:<\/p>\n<blockquote><p>Lo screening dell\u2019infezione da Citomegalovirus non deve essere offerto alle donne in gravidanza poich\u00e9 non ci sono prove di efficacia a supporto dell\u2019intervento.<br \/>\nLa diagnosi di infezione fetale di per s\u00e9 non \u00e8 un indicatore di malattia. Non \u00e8 stato ancora identificato un marker del periodo prenatale per prevedere se un feto con infezione congenita sar\u00e0 sintomatico o meno, o se si svilupperanno sequele e di che tipo. I dati degli studi osservazionali sulla profilassi o terapia con gammaglobuline anti-CMV specifiche disponibili non sono stati confermati da studi clinici controllati randomizzati. I farmaci antivirali utilizzabili per l\u2019infezione si sono dimostrati teratogeni negli animali e mancano studi sull\u2019uso in gravidanza.<\/p>\n<p>Questa raccomandazione attribuisce valore alla alta sieroprevalenza della infezione nella popolazione italiana, alla ridotta gravit\u00e0 delle sequele neonatali conseguenti a una infezione materna secondaria, alla assenza di trattamenti prenatali di provate efficacia e sicurezza per la prevenzione della trasmissione verticale o per la riduzione delle conseguenze di una infezione congenita.<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>Cosa si pu\u00f2 fare allora per prevenire l&#8217;infezione nella donna incinta?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Alcune semplici misure igieniche sono raccomandabili per ridurre i rischi. La fonte principale di contagio sono i bambini piccoli (che possono contrarre il virus &#8211; normalmente innocuo per un bambino sano &#8211; senza avere nessun segno di malattia). La precauzione pi\u00f9 importante per le donne in stato di gravidanza \u00e8 di evitare il contatto con i fluidi corporei (saliva, urine, feci) di bambini piccoli, o di lavarsi accuratamente le mani dopo ogni contatto.<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li>Lavarsi frequentemente ed accuratamente le mani con acqua e sapone, in particolare quando si cambiano i pannolini e quando i bambini vengono lavati o cambiati;<\/li>\n<li>lavarsi le mani prima e dopo averli imboccati;<\/li>\n<li>non baciarli vicino alla bocca o quando hanno saliva in viso;<\/li>\n<li>lavarsi subito le mani dopo aver pulito il naso dei bambini con un fazzoletto;<\/li>\n<li>lavarsi le mani dopo aver toccato giocattoli usati dai bambini, che possono averli messi in bocca;<\/li>\n<li>non mettersi in bocca il ciuccio dei bambini e lavarsi le mani dopo averlo toccato;<\/li>\n<li>non mangiare il cibo del bambino e non mettere in bocca il cucchiaino che ha usato o \u00e8 stato usato per dargli da mangiare; non usare lo stesso bicchiere;<\/li>\n<li>non usare asciugamani utilizzati per i bambini;<\/li>\n<li>lavarsi le mani dopo aver toccato indumenti o pannolini indossati dai bambini, specie se bagnati di urina.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Queste norme sono pi\u00f9 importanti per le donne incinte che hanno gi\u00e0 un altro bimbo piccolo in casa e per coloro che lavorano a contatto con bambini in et\u00e0 prescolare (operatrici di asili nido o scuole dell&#8217;infanzia, infermieri, personale sanitario che pu\u00f2 lavorare a contatto con bambini piccoli).<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Referenze<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>SaPeRiDoc: Citomegalovirus e gravidanza (aggiornato al 5\/2\/2008)<\/li>\n<li>Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) \/ Ceveas. Gravidanza fisiologica. Aggiornamento 2011. p. 138<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infezione da Cytomegalovirus (CMV) \u00e8 molto comune: particolarmente frequente nei bambini pi\u00f9 piccoli, di solito non d\u00e0 alcun sintomo (salvo il caso di persone immunodepresse, ad esempio per AIDS). In una minoranza di casi si pu\u00f2 presentare come una lieve forma influenzale che passa quasi inosservata. 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